Imparare con dolcezza

Con il progetto Fragilità Dolce, Fondazione FOQUS realizza nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli, percorsi di inclusione lavorativa per ragazzi con disabilità cognitive e donne in situazioni di fragilità.

Quando si scarta una tavoletta di cioccolato, alla confezione non ci si fa caso. Si va dritti alla cosa buona, alla fragranza del cacao. Il resto, lo si straccia e lo si butta, senza nemmeno guardarlo. Lo si scarta, appunto. Per capire il senso più profondo, e più bello, del progetto Fragilità Dolce, si può partire da questo piccolo particolare. La confezione con cui Alessandro ed Enrica, due dei giovani con disabilità cognitive seduti al lungo tavolo alle spalle del laboratorio di pasticceria, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli, incartano le tavolette di fondente, sono un elemento prezioso tanto quanto il cioccolato: aperte e stese, hanno sul lato interno la mappa del quartiere e tutte le attrazioni turistiche e culturali che si possono visitare passeggiando per vicoli, sapori e tesori architettonici nascosti.

Ogni ragazzo ha delle abilità e delle competenze diverse. Abbiamo strutturato un lavoro di gruppo affinché ognuno potesse portare quello che è il suo valore personale

Una scelta che non è (forse) solo simbolica. Quel che normalmente si scarta qui rappresenta invece il vero valore, basta saperlo vedere, e anche un po’ lasciarsi guidare, se si vogliono scoprire strade inedite. Tutto si tiene nella “filiera dell’inclusione” sviluppata negli anni da Fondazione FOQUS in uno dei quartieri più difficili di una città complessa come Napoli.

“Fragilità Dolce”, avviato nel gennaio 2026 presso il centro ARGO, una delle realtà modello in Italia nell’ambito dell’abilitazione di bambini e persone con disabilità, è un percorso di formazione e inserimento lavorativo rivolto a giovani con disfunzioni cognitive, che mira a sviluppare competenze professionali attraverso un laboratorio di pasticceria e cioccolato, con produzione e vendita di prodotti solidali legati al territorio. Insieme a loro, sono parte del progetto anche donne del quartiere in condizioni di fragilità, che ricevono una formazione specifica legata a marketing e alle vendite e, più in generale, a processi di gestione d’impresa.
Oggi le tavolette di cioccolato che ora arrivano da una cioccolateria del quartiere: con la raccolta fondi attivata dal progetto l’obiettivo è fare in modo che il laboratorio abbia dei macchinari propri, e quindi si possa fare in loco anche la produzione. 

Imparare un mestiere è un primo passo concreto in quel percorso verso l’autonomia lungo il quale accompagnammo ciascuno dei nostri ragazzi

Non un laboratorio dimostrativo, insomma, ma di un contesto produttivo reale, in cui i ragazzi partecipano a tutte le fasi del lavoro, dalla preparazione alla realizzazione finale dei prodotti, acquisendo competenze tecniche, autonomia e responsabilità professionali. Che possono poi essere spese in altre imprese sociali della città, oppure - per esempio - per svolgere attività d’accoglienza e delle prime colazioni presso la struttura di co-housing che è stata aperta nel maggio 2025, sempre da Fondazione FOQUS nel centro storico di Napoli. Una filiera dove ogni azione conta, ogni elemento del processo ha un valore e una dignità, anche incartare una tavoletta di cioccolato.

Da incubatore di vita e di relazione, FOQUS è diventato un incubatore di rigenerazione urbana. L'incontro fra la multiculturalità, la disabilità, i bambini, gli stranieri, è un arricchimento per tutti
people talking
(i quartieri spagnoli)

La passeggiata attraverso i Quartieri Spagnoli, tenendo stretta in una mano quel che resta della tavoletta di cioccolato, e nell’altra - altrettanto stretta - la confezione-mappa, allarga il quadro e il senso di quel che FOQUS, attraverso Fragilità Dolce e gli altri progetti di inclusione, sta facendo. L’occhio, e il racconto di Alessandro ed Enrica che insieme a un'educatrice ci accompagnano, è attratto dalla meraviglia stilistica di Palazzo Camarota, di Palazzo Massa, della Chiesa di Santa Maria della Concezione Montecavallio, e poi da quella della Santissima Trinità degli Spagnoli. E dal murales che ritrae Diego Armando Maradona, naturalmente.

Ma abbassandolo, tra i vicoli, si incociano vetrine e insegne delle botteghe che collaborano con la Fondazione includendo ragazze e ragazzi in percorsi di formazione al lavoro, e sono parte di quella stupefacente e silenziosa rete sociale che resiste, che cresce, che genera comunità senza scartare nessuno.