Dalla filantropia al volontariato: l’onda silenziosa dell’impatto sociale

Il terzo settore si sta consolidando come pilastro della coesione sociale ed economica. Dall’8Xmille alle donazioni ereditarie, passando per il volontariato, si stima un impatto di 25 miliardi di euro all’anno. La sfida del futuro è rendere il sistema più trasparente e solido.

di Andrea Frollà, giornalista di La Repubblica

È importante misurare questo fenomeno perché attraverso la misurazione possiamo conoscerlo, riusciamo a spiegarlo, aumentiamo la trasparenza e rafforziamo il trust intorno a questi temi. C’è bisogno assoluto di fiducia per costruire un modello di welfare sussidiario che risponda ai bisogni reali. Misurare è fondamentale proprio per massimizzare l’efficacia degli interventi, superare la frammentazione delle erogazioni e consentire alla filantropia di partecipare attivamente, a fianco del policy maker, alla stesura delle politiche pubbliche e al loro fine tuning

Il legame tra il successo economico di un Paese e la solidità del suo tessuto sociale sta attraversando una fase di profonda riscrittura e ridefinizione, che impone un confronto serrato con le grandi transizioni in atto. In un quadro macroeconomico europeo e nazionale segnato in modo inequivocabile dal progressivo invecchiamento della popolazione, il sistema del welfare pubblico tradizionale si trova oggi sottoposto a tensioni crescenti, schiacciato tra la contrazione della forza lavoro attiva e l'aumento esponenziale della spesa sanitaria e assistenziale.

Di fronte al progressivo indebolimento dei corpi intermedi, la filantropia d’impresa e il terzo settore stanno diventando sempre più protagonisti, superando i confini della dimensione puramente ideale o della generosità riparatoria o estemporanea, configurandosi come un fattore determinante e strutturale per la stabilità civile e la coesione dei territori. Lo dimostrano i numeri raccolti da un’indagine scientifica promossa da EY Foundation ed EY-Parthenon. Attraverso un capillare lavoro di analisi, la ricerca si è posta l'obiettivo ambizioso di mappare, quantificare e sistematizzare per la prima volta l'impatto economico complessivo di questo ecosistema, isolando rigorosamente la spesa sociale di matrice privata da qualsiasi forma di commistione o finanziamento pubblico.

Un mosaico complesso

Dall'analisi emerge una vera e propria onda silenziosa ad alto impatto: un mosaico complesso e integrato in cui la filantropia economica e il volontariato arrivano a generare un valore complessivo di quasi 25 miliardi di euro all'anno. L'apporto del volontariato è stato quantificato in circa 12 miliardi di euro.

Le entrate riconducibili alla filantropia economica privata si attestano invece su un valore stimato di circa 12,7 miliardi di euro annui. Questa architettura finanziaria si compone di una pluralità di canali erogativi certi e stimati: dalle risorse delle fondazioni di origine bancaria (pari a 1,09 miliardi nel 2024) ai flussi derivanti dall'8Xmille (1,48 miliardi) e dal 5x1000, che fa registrare una crescita costante posizionandosi a quota 520 milioni di euro. A questi pilastri si sommano poi 1,9 miliardi di erogazioni liberali tracciate nelle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti, 1,18 miliardi raccolti direttamente dalle fondazioni d'impresa, 800 milioni di euro derivanti dai lasciti testamentari e una vasta area di "non dichiarato" (sms solidali, crowdfunding e Art Bonus) valutata in circa 5,2 miliardi di euro.

Verso una filantropia strategica

Lo studio mette però anche in luce come la parcellizzazione e la dispersione dei flussi ne riducano l'efficacia strategica sui territori. L'esempio più evidente risiede nell'attività delle fondazioni bancarie: a fronte di un patrimonio complessivo di 42,5 miliardi di euro e di erogazioni annue superiori al miliardo, gli interventi realizzati sul territorio sono oltre 22mila, con un importo medio per singolo intervento di appena 49.000 euro. Una frammentazione diffusa che rende complessa la pianificazione di interventi strutturali di lungo periodo, evidenziando la necessità impellente di favorire logiche di rete e aggregazione istituzionale.

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