Roma, 7 ottobre 2026 – Rafforzare il sistema degli ITS Academy, costruire una relazione sempre più stretta tra formazione e fabbisogni delle imprese, accompagnare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e preparare i giovani alle professioni che stanno nascendo con l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e le nuove tecnologie. Sono queste alcune delle indicazioni emerse da “Contaminazioni - Gli ITS Academy per la crescita del Sistema Paese”, l’evento promosso a Roma da Rete ITS Italy in collaborazione con EY Foundation, che ha riunito presso l’EY wavespace rappresentanti del Governo, delle amministrazioni pubbliche, delle imprese, del sistema camerale, di Confindustria e del mondo della formazione tecnologica superiore. Una giornata costruita intorno a un messaggio preciso: la competitività del Paese passa dalla capacità di creare competenze nuove con la stessa velocità con cui cambiano tecnologie, imprese e organizzazioni pubbliche. In questo scenario gli ITS Academy rappresentano uno degli strumenti attraverso cui collegare formazione, innovazione e lavoro, grazie a percorsi progettati in stretta collaborazione con il sistema produttivo.
Ad aprire i lavori è stato Riccardo Paternò, Presidente di EY Foundation, seguito da Stefania Boschetti, Country Managing Partner di EY Italia. Il confronto, moderato dal giornalista del TG1 RAI Alessio Zucchini, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte nelle politiche della formazione, del lavoro, dell’innovazione digitale e della sicurezza cibernetica.
Nel suo intervento, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato alcune proroghe per consentire alle scuole e agli ITS Academy di completare con maggiore serenità le attività in corso. Per le scuole il termine di rendicontazione è prorogato dall’attuale 15 ottobre 2026 al 15 dicembre. Per quanto riguarda gli ITS, il termine per la conclusione dei percorsi formativi è prorogato al 31 ottobre, quello per la rendicontazione dei percorsi formativi al 15 dicembre, mentre il termine per la rendicontazione dei laboratori viene spostato dal 15 ottobre al 15 dicembre.
Il Ministro ha poi ricordato i risultati raggiunti dal sistema degli ITS Academy, che hanno consentito di superare ampiamente gli obiettivi fissati nell’ambito del PNRR: “Il target previsto era di 11 mila iscritti, siamo arrivati a 41 mila. È un successo molto importante e dobbiamo continuare a insistere su questa strada con sempre nuovi investimenti”.
Uno dei momenti centrali dell'incontro è stato la presentazione dello studio “Formare i tecnici del futuro. L’offerta formativa del sistema ITS e la domanda di lavoro”, promosso dall'Associazione Rete ITS Italy e realizzato da EY Foundation ed EY, e illustrato da Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia. Lo studio mette in relazione l'offerta formativa degli ITS Academy con la struttura produttiva dei territori e con la domanda di lavoro attesa fino al 2035.
Gli ITS Academy sono uno degli strumenti più efficaci per avvicinare i giovani al mondo del lavoro: il modello funziona, cresce e garantisce un inserimento professionale di qualità; ma resta da fare un salto di scala: già oggi ci sono più di undici opportunità occupazionali per ogni diplomato della Rete, perché la richiesta di tecnici specializzati cresce più rapidamente della capacità di formarli. Da qui al 2035, vale a dire nei prossimi dieci anni, il fabbisogno arriverà a 143mila tecnici superiori all'anno. Per questo la sfida non riguarda soltanto il numero dei profili necessari, ma anche la capacità di individuare le classi di competenze più richieste e svilupparle con tempestività
Occorre una programmazione ancora più aderente alle esigenze dei territori e capace di superare i confini regionali, perché molte filiere produttive si sviluppano su più aree del Paese e possono essere supportate in modo più efficace da Fondazioni che collaborano in rete, condividendo laboratori, docenti e relazioni con il tessuto produttivo. Anche il sistema delle aziende può avere un ruolo determinante: attualmente contribuisce soprattutto alla progettazione dei percorsi, alla docenza e agli stage, ma soltanto una Fondazione su tre coinvolge le realtà produttive nell'aggiornamento dei programmi. Assumere un ruolo attivo lungo tutto il percorso formativo significa contribuire a costruire fin da ora le professionalità che saranno necessarie in futuro. Lo studio che abbiamo realizzato indica dove intervenire e con quali priorità
L'analisi si basa su una rilevazione diretta che ha coinvolto 74 Fondazioni aderenti alla Rete (68%) in 15 Regioni[1]. Il sistema è in crescita e garantisce un inserimento lavorativo di qualità. Tra il 2022 e il 2024 i diplomati delle Fondazioni coinvolte sono aumentati del 42%. Secondo il Monitoraggio INDIRE, circa l'80% trova lavoro entro dodici mesi, e nel 92,8% dei casi in un ruolo coerente con il percorso svolto. Tempo indeterminato e apprendistato rappresentano circa il 63% dei contratti. La domanda delle imprese resta però molto superiore all'offerta. Per il 2025 Excelsior stima 117.000 entrate di diplomati ITS, per il 57% concentrate in Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Per ogni diplomato disponibile ci sono in media 13,6 entrate programmate, che diventano oltre 53 nei Servizi alle imprese e circa 39 nel Sistema casa. La domanda risulta, inoltre, fortemente concentrata: il 74% delle opportunità occupazionali riguarda quattro aree tecnologiche, Meccatronica, Servizi alle imprese, ICT ed Energia, confermando una crescente polarizzazione dei fabbisogni professionali delle imprese. Entro il 2035 la domanda dovrebbe crescere del 22,1%, fino a circa 143.000 posizioni l'anno. A spingerla sarà soprattutto il ricambio generazionale, che tra il 2026 e il 2030 genererà oltre nove opportunità su dieci. Tra i profili più richiesti, le professioni ICT registreranno la crescita più sostenuta (+27,9%), seguite da quelle economico-amministrative (+21,7%), a conferma del ruolo sempre più centrale delle competenze digitali e gestionali. Anche nello scenario più favorevole, la Rete riuscirebbe a coprirne non più del 15%.
Dallo studio emerge anche un tema di geografia e di contenuti formativi. L'indice di allineamento tra offerta e struttura produttiva è pari al 78% a livello nazionale, ma scende al 62,9% se calcolato Regione per Regione. Molte specializzazioni sono presenti nella Rete, ma non nei territori dove le filiere sono più forti. Il caso più evidente è quello dei Servizi alle imprese, che pesano per il 18,6% sul sistema produttivo ma raccolgono appena il 5,5% degli studenti. Nel Sistema casa il rapporto è dell'11,2% contro il 2,3%. Una collaborazione strutturata tra Regioni confinanti porterebbe l'allineamento al 70,4%. Sul fronte delle competenze, l'alfabetizzazione digitale è presente nei percorsi frequentati dall'89,7% degli studenti. Cybersecurity (30,7%), intelligenza artificiale (24,1%) e digital twin (17,3%) sono invece meno diffusi. Un ulteriore 37% degli studenti possiede però già i prerequisiti per integrare contenuti di IA. Questi numeri contano ancora di più con l'avvio della filiera tecnologico-professionale 4+2 (Legge 121/2024), che porta gli studenti degli istituti tecnici e professionali direttamente agli ITS Academy. Nella rilevazione, il 57,1% degli iscritti proviene da un istituto tecnico e il 15,8% da un professionale.
Conclusioni e prospettive future
A raccogliere le conclusioni della giornata è stato Guido Torrielli, Presidente di Rete ITS Italy.
“Questa giornata dimostra esattamente cosa intendiamo quando parliamo di contaminazione”, ha dichiarato Torrielli. “Gli ITS Academy non sono un sistema chiuso della formazione: sono il punto nel quale si incontrano scuola, imprese, istituzioni, territori, innovazione e lavoro. È questa caratteristica che dobbiamo preservare e rafforzare. Il salto di qualità dei prossimi anni”, ha proseguito, “sarà trasformare la crescita degli ITS in una componente strutturale delle politiche industriali, occupazionali e di innovazione del Paese. Dobbiamo continuare ad aumentare il numero dei giovani coinvolti, consolidare le risorse, rafforzare l'orientamento e costruire una relazione ancora più stretta con le imprese e con la Pubblica Amministrazione. La filiera 4+2 offre inoltre la possibilità di rendere questo percorso visibile già dalla scuola, costruendo una vera continuità formativa verso le professioni tecnologiche”.
“Contaminazioni” si è concluso con una prospettiva condivisa: la formazione delle competenze non può più essere costruita separatamente dai luoghi nei quali l'innovazione nasce e viene applicata.
Dalle imprese alla Pubblica Amministrazione, dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, dalla scuola alla formazione terziaria professionalizzante, gli ITS Academy si confermano come uno dei luoghi nei quali pubblico e privato possono costruire insieme le competenze necessarie alla crescita del Paese.
[1] Lo studio copre 686 percorsi attivi nell'anno formativo 2025/2026 e 16.593 studenti, circa il 40% degli iscritti a livello nazionale, oltre ai 4.622 diplomati del 2024. I dati sono stati integrati con le fonti istituzionali di INDIRE, del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, di Istat e di INAPP. Sono stati poi elaborati con un modello predittivo della domanda al 2035 e con uno skill graph, una mappa delle relazioni tra le competenze. Lo studio misura la capacità del sistema, la sua risposta alla domanda delle imprese e la coerenza con le filiere locali, e valuta quanto le competenze insegnate saranno adeguate in futuro.