Misurare la filantropia per rafforzarne il contributo economico e sociale    

Filantropia privata e volontariato valgono quasi €25 miliardi: circa €12,7 miliardi provengono dalle entrate della filantropia economica privata, a cui si affiancano circa €12 miliardi legati al volontariato. Lo studio di EY-Parthenon.

(di Mario Rocco - Valuation, Modelling and Economics Leader di EY‑Parthenon Italia)

Negli ultimi anni il dibattito sul ruolo della filantropia nel sistema economico e sociale italiano si è progressivamente intensificato, anche alla luce delle trasformazioni demografiche e fiscali che stanno coinvolgendo il nostro Paese.

È questo il contesto in cui è nata la ricerca di EY Foundation e di EY-Parthenon sul valore economico della filantropia privata che ha l’obiettivo di misurare, in modo strutturato, l’impatto economico di un settore che oggi rappresenta una componente rilevante, ma ancora poco leggibile, dell’ecosistema italiano.

La misurazione del fenomeno è stata il punto di partenza. Misurare significa infatti conoscere, rendere trasparente e, soprattutto, creare le condizioni per rafforzare la fiducia intorno al settore. Un elemento imprescindibile se si vuole che la filantropia privata possa evolvere da insieme di iniziative frammentate ad attore riconosciuto e interlocutore stabile dei policy maker, anche nella fase di definizione e di fine tuning delle politiche pubbliche.

La complessità di questo esercizio deriva dalla natura stessa del settore. I dati disponibili sono numerosi ma frammentati, misurano perimetri differenti e utilizzano metodologie non omogenee. Le due principali basi informative di riferimento, l’ISTAT e il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), presentano entrambe limiti strutturali: la prima per il ritardo nell’aggiornamento delle informazioni legate al settore e per la mancanza di alcuni dettagli cruciali; il secondo per una rappresentazione ancora parziale e non aggregata degli enti del Terzo Settore, nonché la mancanza legata all’impossibilità di approfondire nel dettaglio le informazioni delle istituzioni (se non in maniera poco agevole). A queste fonti si affiancano numerosi contributi terzi – report di fondazioni bancarie, informazioni sull’8 e 5x1000, report su donazioni – che osservano alcune parti specifiche del fenomeno della filantropia. È stato quindi necessario costruire un mosaico, aggregando dati certi e stime ragionate.

Partendo dal trentesimo Rapporto ACRI1, emerge come nel 2024 le fondazioni di origine bancaria abbiano realizzato oltre 22 mila interventi per un valore pari a circa €1,1 miliardi, con un importo medio per intervento pari a €49.000, dato che evidenzia in modo chiaro la forte frammentazione degli interventi.

A questi valori si aggiungono le risorse dell’8x10002, in larga parte destinate alla Chiesa Cattolica, seppure con un trend di parziale riduzione della quota assegnata, e quelle del 5x1000, che al 2024 si attestano intorno ai €520 milioni3.

Un ulteriore tassello è rappresentato dai lasciti testamentari. Le stime della Fondazione Cariplo4 indicano che, fra il 2020 e il 2030, la ricchezza trasferita mortis causa in Italia sarà pari a circa €1.124 miliardi, e che nel periodo 2020-2040 tale valore salirà invece a circa €3.222 miliardi. Anche considerando scenari prudenti, la quota potenzialmente destinabile al Terzo Settore rappresenta una leva di dimensioni significative, a condizione che esista un ecosistema in grado di assorbire tali risorse in modo trasparente ed efficace.

Occorre inoltre considerare le erogazioni liberali pari a circa €1,9 miliardi, il valore delle donazioni raccolte dalle Fondazioni di Impresa pari a €1,18 miliardi5 e il non dichiarato che ammonta a €5,2 miliardi6.

Integrando tutte le fonti analizzate, la ricerca stima in circa 12,7 miliardi di euro il valore complessivo delle entrate riconducibili alla filantropia economica privata in Italia. A questo valore si affianca un altro blocco fondamentale: il valore economico del volontariato. Attraverso l’analisi dei dati ISTAT e l’applicazione di una metodologia simile a quella adoperata dal CNEL in un lavoro analogo7, il valore economico del volontariato è stato stimato in circa €12 miliardi, confermando il peso rilevante di un settore spesso poco considerato.

Il valore economico della filantropia economica privata in Italia

Molti di questi numeri sono, per loro natura, stime. Ed è proprio questo il punto cruciale. Se la filantropia privata vuole rafforzare il proprio ruolo economico e sociale è necessario evolvere da un modello basato su stime indirette a uno fondato su dati rilevati, aggregati, continuativi e comparabili

Nell’attuale scenario che vede la popolazione del nostro paese invecchiare e l’intervento pubblico nel welfare sempre più limitato dal rigore dei conti, pensiamo che l’ingente trasferimento di ricchezza del prossimo decennio possa rappresentare una leva strategica per il rafforzamento della filantropia. Rendere i dati fruibili e trasparenti e favorire il consolidamento del terzo settore pensiamo possano fungere da abilitatori ed acceleratori di questo processo. Un sistema trasparente, misurabile, che non solo dichiari la raccolta ma puntualmente la destinazione delle risorse, è un sistema che può partecipare alla definizione delle policy ed avere un ruolo sistemico di supporto al benessere dei più fragili e bisognosi.

[1] ACRI (2025), Trentesimo rapporto annuale, anno 2024.
[2] Ministero dell’Economia e delle Finanze.
[3] Agenzia delle Entrate.
[4] Fondazione Cariplo (2024). I lasciti testamentari in Italia e Lombardia. Scenari, risultati e suggerimenti per gli enti del Terzo Settore.
[5] Elaborazioni EY su dati Dynamoacademy.
[6] I valori relativi alle “erogazioni liberali” e al “non dichiarato” sono state calcolate per differenza al fine di evitare double counting.
[7] CNEL (2011), «La valorizzazione economica del lavoro volontario nel settore non profit».